

A 67 anni Andrea Camilleri era un esordiente di successo.
Una storia che ribalta il modo in cui le aziende guardano ai profili senior e apre una domanda scomoda: stiamo davvero valorizzando il talento o lo stiamo scartando troppo presto?
A 67 anni Andrea Camilleri è stato un esordiente di successo. Non un grande ritorno e nemmeno una seconda carriera. Un esordiente; il che significa che, fino a quel momento, per il mercato non era ancora nessuno.
Se fosse stato un CV, probabilmente avrebbe fatto una fine piuttosto comune: archiviato in una cartella con un nome molto elegante e molto definitivo “profilo troppo…”. Troppa esperienza, troppa età, troppo fuori standard.
Poi arriva Montalbano e succede una cosa curiosa: quello che prima era “troppo” diventa improvvisamente perfetto.
Non perché Camilleri sia cambiato da un giorno all’altro, ma perché qualcuno, finalmente, ha visto il valore di ciò che c’era già.
Camilleri diceva che la fama tardiva lo aveva salvato dall’imbecillità. Una frase che, detta così, fa sorridere, ma che contiene un punto molto concreto.
A un certo punto della vita professionale succede qualcosa: non devi più dimostrare di essere il più bravo e quindi lavori meglio.
Tagli il superfluo, vai dritto al punto e smetti di perdere tempo.
In azienda, però, questa cosa non sempre viene letta come un vantaggio.
Più una persona diventa chiara, lucida, concreta, più rischia di essere percepita come… ingombrante.
Fa domande scomode, vede prima gli errori, dice quello che pensa.
Ed ecco comparire un’etichetta molto professionale: “troppo senior.” che, tradotto, suona più o meno così: questa persona potrebbe vedere le cose con una precisione che non sempre è comoda.
Fuori dalle riunioni, però, succede qualcosa di interessante.
Secondo il report “Lavoro, il riscatto degli over 50” (Corriere della Sera, 2024), l’80% della crescita dell’occupazione in Italia riguarda gli over 50.
Non è un dettaglio. Significa che, quando la complessità aumenta e servono competenze solide, quelle stesse persone che prima erano “troppo” diventano improvvisamente indispensabili.
La storia di Camilleri non è solo una bella storia, è una domanda aperta:
Inoltre:
E soprattutto: il talento on scade come lo yogurt. Al massimo si trasforma e diventa un ottimo formaggio stagionato.
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